La storia dal 1949
La storia dal 1949
La “Cooperativa sociale A.C.L.I. Imola” è stata costituita il 28 novembre 1949: “Scopo fondamentale della Società – dice l’art. 2 dello Statuto – è quello di distribuire ai consumatori, soci o non soci, generi di largo consumo, alle migliori condizioni possibili”.
La cooperativa è nata quindi dal riconoscere il bisogno di tanti imolesi di accedere ad un’alimentazione giornaliera sana e compatibile con le scarse risorse economiche di quegli anni, appena terminata la seconda guerra mondiale.
Profondo fin dalle origini il rapporto con il mondo cattolico, con il Vescovo Mons. Paolino Tribbioli, con le A.C.L.I. a cui tutti i Soci dovevano essere iscritti, e con la società civile, essendo presenti fra i costituenti persone impegnate in Consiglio Comunale e nella dirigenza del sindacato.
L’attività prevalente fu a lungo la gestione degli “spacci di consumo” che, a partire dal primo in Palazzo Monsignani, organizzavano la distribuzione di beni alimentari a prezzi decisamente “popolari” (gli spacci giunsero ad essere quattro).
Accanto a questi “spacci” sono nate altre opere come l’Agenzia Viaggi, poi ceduta alla nuova Cooperativa CARS; le colonie marine e montane (Gatteo Mare e Cervia; Moena e Alpe di Siusi), la Cooperativa edificatrice “ACLI edile Imola”.
Fin da subito, accanto allo spaccio fu organizzato il servizio di ristorazione, noto all’inizio come “Ristorante popolare ACLI”. Nei primi anni molti imolesi acquistavano generi alimentari primari (latte, uova, farina, ecc.) nello spaccio, poi voltavano nell’angolo del portico di palazzo Monsignani e facevano la fila per farsi cucinare le cose appena acquistate. Tutto questo a prezzi miticamente popolari. Per molti anni, unitamente all’ECA (Ente Comunale di Assistenza), è stato di fatto il servizio di mensa popolare che ha risposto alla necessità di una ristorazione comoda ed a un buon prezzo; questo è proseguito anche dopo la soppressione dell’ECA.
Fra i momenti salienti della vita della Cooperativa ricordiamo anche il 1976, con il cambio di denominazione e l’eliminazione dell’iscrizione obbligatoria alle ACLI come vincolo per essere Soci, che portò nuova linfa alla vita della Cooperativa.
Molte notizie di questa pagina sono tratte dal libro di Raffaele Benni “Omaggio ai fondatori e continuatori della Cooperativa Sociale ACLI”, Editrice Il Nuovo Diario Messaggero.
La Cooperativa oggi
La Cooperativa oggi
Tuttora l’opera continua con il fondamentale raccordo con la Caritas Diocesana (fondata nel 1980) e con il sostegno economico della Diocesi di Imola e dell’Associazione Don Orfeo Giacomelli ETS. Sempre importanti sono stati e sono tuttoggi i contributi della Croce Rossa Italiana di Imola e della Società di San Vincenzo de Paoli ODV, oltre a quelli di tanti Soci ed altri concittadini.
La modifica statutaria nel 2021 ha approvato la trasformazione da Cooperativa di consumo a Cooperativa Sociale con la denominazione “Lavoratori Cristiani Imola società cooperativa sociale”.

La trasformazione ha fatto seguito alla decisione di abbandonare la gestione diretta del ristorante con la conseguente chiusura di ogni rapporto lavorativo diretto; infatti, nel 2019, a fronte al perdurare di momenti di difficoltà nella gestione e memori anche di scelte già avvenute in passato, la dirigenza della Cooperativa decise di affittare il ramo di azienda ristorante ad una nota famiglia imolese già operante nel settore, riservandosi la sola gestione della Mensa “Prof. Buscaroli”, dal nome dello storico Presidente della Cooperativa.
In base al contratto stipulato con il gestore del ramo d’azienda ceduto, l’attività è oggi focalizzata sulla distribuzione di un pasto caldo ai più bisognosi (senza fissa dimora, disoccupati cronici, malati mentali, ex carcerati, persone rimaste sole senza alcun sostegno familiare) inviati dal Centro di ascolto Caritas o da altri enti che ne certificano lo stato di bisogno.
Questo servizio viene svolto nei locali della mensa da volontari tutti i giorni feriali (e in qualche festivo) e anche in modalità asporto.
Per l’odierna azione della Cooperativa (in seguito brevemente LCI) poteva essere sufficiente la previsione delle norme proprie di una cooperativa sociale di tipo A, ma nella stesura dell’attuale statuto sono state previste anche le facoltà relative ad una Cooperativa sociale di tipo B in ragione della temporaneità di affidamento all’esterno della gestione dell’attività di ristorazione.
