“Voi stessi date loro da mangiare” (Mt.14,16)

“Voi stessi date loro da mangiare” (Mt.14,16)

Da oltre 70 anni affrontiamo questa sfida. Nel dopoguerra i Soci fondatori costituirono la Cooperativa (di consumo e di tanto altro) con lo scopo di coalizzare le energie per aiutarsi ed aiutare altri a superare in primis le difficoltà alimentari.

Negli anni sono intervenuti molti mutamenti ed il target degli ospiti è variato con i diversi periodi di crisi economica e con i fenomeni di immigrazione, fino al rosso della pandemia quando la “Mensa prof. Buscaroli” ha continuato a funzionare seppur solo con pasti da asporto.

Con la cessione del ramo di azienda ristorante a un gestore già attivo nel settore e il conseguente contratto stipulato, la Cooperativa oggi è in grado di fornire un pasto tutti i giorni feriali (e in qualche festivo; dal 2025 la Cooperativa fornisce anche un pasto d’asporto per la domenica) ai più bisognosi (senza fissa dimora, disoccupati cronici, malati mentali, ex carcerati, persone rimaste sole senza alcun sostegno familiare) che vengono inviati dal Centro di ascolto Caritas, dalla Croce Rossa o da altri enti che ne certificano lo stato di bisogno. Ogni giorno a più di venti persone (di una decina di nazionalità differenti) viene fornito un pasto caldo (primo, secondo e contorno ai quali si aggiungono pane, acqua e bibita) accolti da soci e amici volontari. Al pranzo consumato presso la mensa (preferibile perché permette una possibilità di dialogo e di aggregazione) si può sostituire la consegna dello stesso pasto in modalità di “asporto”. Complessivamente nel corso del 2025 sono stati erogati 7184 pasti, di cui 5981 a carico dei Soci, 1027 a carico della Cooperativa e 176 “pasti sospesi” da parte di donatori.  Di basilare importanza è l’attività di servizio quotidiano svolto in mensa dai volontari.

Fra i nostri utenti si possono distinguere due tipologie di commensali:

A) coloro che si presentano con un buono nominativo rilasciato dal Centro di ascolto della Caritas diocesana; le situazioni possono variare fra:

  1. persone in situazioni precarie, senza tetto, disoccupati o con problemi di salute, di dipendenza, ecc.;
  2. persone che hanno raggiunto una limitata condizione di autonomia, con entrate modeste per piccola pensione, lavoro part time, precario ecc.;
  3. utenti non in grado di gestirsi in proprio la preparazione di un pasto;
  4. musicanti e altre persone di passaggio;

B) utenti sprovvisti di buono:

  1. soggetti già conosciuti che non hanno avuto modo di procurarselo;
  2. altri che hanno abbandonato precedenti percorsi di aiuto a loro proposti dalla Caritas senza però essersi ancora risollevati;
  3. nuovi arrivi e utenti indirizzati dalla Croce Rossa Italiana.

Al termine di ogni mese si svolge un monitoraggio delle presenze e delle frequenze con scambio di informazioni con la Caritas diocesana, utili per una verifica dell’andamento e la segnalazione di nuovi arrivi. Ciò consente anche di approfondire eventuali problematiche per l’aiuto alle persone.

Nel 2025 abbiamo servito complessivamente 229 persone di una decina di nazionalità diverse, con frequenze molto diversificate (qualche decina di utenti con oltre 100 pasti nell’anno, circa 150 utenti con una decina di pasti). In particolare va ricordato che nel 2025 la mensa ha avuto 300 giornate di apertura a cui si sono aggiunte numerose “doppie” ossia la consegna di pasti confezionati per l’asporto distribuiti il sabato e alla vigilia delle principali festività per sopperire alle giornate di chiusura.

Abbiamo in più occasioni riscontrato con favore, quale miglior esito della nostra azione, il ritrovare nostri vecchi utenti che vengono a consumare un pasto nella zona ristorante.

Alla quotidianità si aggiungono occasioni importanti quali le principali festività (Natale, Fine Anno, Pasqua) per le quali si cura un’accoglienza particolare con pranzi segnati da menù “della festa” per far sì che anche i nostri ospiti possano maggiormente vivere queste giornate. In queste circostanze si invitano a tavola anche persone che ci sostengono e ci onorano della loro amicizia: negli anni sono intervenuti il Vescovo di Imola, il Sindaco e alcuni assessori, ed anche i responsabili degli enti sostenitori. Il motivo fondamentale di tale connubio sta proprio nel mostrare, da una parte agli assistiti che la città, nelle sue varie articolazioni, non li ha dimenticati e dall’altra nel far vedere a quanti ci sostengono l’esito finale del nostro comune intervento.

Il servizio di mensa è sempre pronto a offrire la propria disponibilità anche quando si presentino casi particolari d’emergenza, come avvenuto per migranti intercettati dalla Polizia di Stato oppure per consegne a domicilio per gli impossibilitati ad uscire per problemi sanitari.

Lo stato di pandemia negli anni 2020 e 2021 ha reso pressoché impossibile lo svolgimento di altre attività secondarie o strumentali: sono mancati soprattutto momenti conviviali con serate rivolte ai Soci ed alla città tutta con il fine di apprezzare buon cibo ed ascoltare musica eseguita da giovani artisti imolesi insieme al sostegno dell’attività della mensa con la formula dei “pasti sospesi”. Momenti che, frequenti in precedenza, sono ripresi nel 2022.